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Reazionari 2.0

8 mesi di Governo ed una serie sempre più preoccupante di virate verso una destra reazionaria. In una campagna elettorale permanente dove prima di tutto contano gli slogan, il primo passo è stato quello di sdoganare un linguaggio: i nostri ministri non fanno più finta di utilizzare termini che fino a poco fa chiunque avrebbe ritenuto offensivi, così “leoni da tastiera” e “tuttofobi” di ogni sorta si sentono liberi di utilizzare forme linguistiche ed espressioni che fino a pochi mesi fa si sarebbero vergognati di usare anche da soli sotto la doccia.

Quindi sono cominciate le proposte e le iniziative legislative. E qui la propaganda si trasforma e rischia di trasformarsi in azione. Prima di tutto il famigerato DDL Pillon. Porta il nome di uno degli organizzatori del Family Day, uno dei portavoce delle principali battaglie dell’integralismo cattolico e il promotore del gruppo parlamentare Vita famiglia e libertà.

Con l’idea di risolvere i conflitti famigliari nelle situazioni di crisi il DDL non fa altro che offrire una idea patriarcale della famiglia, dove le condizioni nelle separazioni si concentrano sui genitori e non sui figli, dimenticando il processo personale di ogni separazione e di come ogni famiglia sia diversa. Il DDL dice una cosa sola: la famiglia è una e sola e non esistono al suo interno soggetti deboli, ma solo soggetti che devono rispondere ad un altro disegno di dovere e responsabilità.

Così come pensato il il DDL è una proposta maschilista, punitiva nei confronti delle madri e che porta a un arretramento dei diritti dei e delle minori. Poi il Decreto Sicurezza: una sciabolata ad una situazione già precaria per tutte le persone straniere che avevano iniziato un percorso di integrazione nel nostro paese. In una serie di norme si crea un’emergenza la dove si stava risolvendo, amplificando un problema che nessun governo aveva saputo affrontare. Il tutto basando le scelte su valori organicamente reazionari, che vedono ogni diverso come un nemico, ogni straniero come un pericolo, ognuno che non sia noi come un invasore.

Ecco perché quello che stiamo vivendo è un approccio in tutto e per tutto reazionario, fascista e di una deriva continua verso un futuro che rischia di essere non solo pericoloso, ma un rischio concreto per stranieri, donne, omosessuali, transessuali e chiunque viva una diversità parte del proprio quotidiano: ci sono dei nemici in questo momento… ed alcuni non si rendono conto nemmeno di esserlo.

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