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Il coming out di Tiziano Ferro

E adesso son già tutti lì con i più che scontati “sai che novità”, “era l’unico che non lo sapeva”, “ci voleva tanto a dirlo” eccetera eccetera. Ed è alquanto probabile che anche io, in passato, abbia fatto la mia cattiva retorica e la mia pessima ironia sull’omosessualità, presunta sino a ieri, di Tiziano Ferro.

Però oggi tutto è diverso. E le parole della sua intervista, non tanto la sua “rivelazione”, che io credo vere, sincere e genuine hanno almeno due cose belle.Anzitutto ci restituiscono un uomo che ha fatto la pace con se stesso e con la propria omosessualità. Un uomo che ha compiuto un percorso, lo sappiamo bene, non certo facile che oggi lo porta a dire una frase che io credo bellissima: “Una famiglia che accetti la mia omosessualità non mi basta, voglio che la viva insieme a me.”

E qui la seconda cosa bella: l’intreccio tra l’mosessualità di un personaggio idolo di milioni (nel suo caso letteralmente milioni) di ragazzini e ragazzine e la possibilità di di vivere una vita serena e condivisa nella propria famiglia.

Non lo so quanto inciderà il coming out di Tiziano Ferro sulla vita di quelle ragazze e di quei ragazzi che vivono difficoltà, drammi, paure quotidiane. Molto dipenderà dal seguito che lo stesso Tiziano darà al suo coming out.

Noi certo adesso abbiamo una sola speranza: di vederlo in mezzo a noi. Veramente come noi. Ha sofferto, ha compiuto un percorso verso il baratro e il suo contrario verso la libertà come tutti e tutte noi gay e lesbiche. Adesso continui con noi nelle nostre grandi battaglie quotidiane contro l’omofobia e per un’Italia più giusta.

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