gen
19

Dei “pirla” in guerra.

Week end intenso. Come lo sono tutti i periodi in cui si dichiara una guerra. Una guerra nella quale le persone di buon senso sono attaccate ancora una volta da chi vive di becero integralismo. Perché di questo si tratta e di null’altro. Non ci sono ragioni di stato, non ci sono interessi sociali, se non quelli di calcolo politico e di giochi di potere. La splendida conferenza “Difendere la famiglia per difendere la comunità” di sabato scorso poteva passare totalmente inosservata come qualsiasi conferenza di parte, ma due cose lo impedivano prima del suo svolgimento: il patrocinio della Regione Lombardia, l’utilizzo del logo EXPO 2015. Molte cose l’hanno invece resa una vera dichiarazione di guerra nei confronti di tutti coloro che pensano che i diritti siano un bene comune e non una decisione di parte. Ecco un breve elenco che ci porta a questa considerazione:

-          i toni pacati usati: mentre si svolgeva una conferenza fuori a poche centinaia di metri in migliaia manifestavano il dissenso verso un’iniziativa che coinvolgeva anche associazioni che promuovono le famose “terapie riparative” (per capirci quelle che dicono che se preghi tanto e vedi un po’ di film porno eterosessuali mentre ti danno delle scosse elettriche cambi orientamento sessuale in un batter di ciglia). Il Presidente della Regione Lombardia pensava bene di definire quelle persone “4 pirla”… un’eleganza sconvolgente in grado di rendere ancora più convinta una folla che ha sfidato freddo ed uno spiegamento di forze di polizia che neanche una partita allo stadio ha mai visto.

-          l’eleganza nel gestire il contraddittorio: dimostrata ampiamente quando un giovane 22enne prova a fare dal palco una domanda, volutamente provocatoria, ma strutturata apposta per mettere in evidenza le contraddizioni delle teorie espresse dal palco. E’ stato gentilmente allontanato con la forza dopo una serie di epiteti di un’eleganza eccezionale tra i quali merita una nota particolare il “culattone” urlato da parte di un ex ministro della Repubblica dalla platea. Insomma uno stile “very english” nell’affrontare il dissenso che merita una citazione negli annali.

-          i partecipanti: da sottolineare la presenza di un bel prete condannato per abusi sui minori, tal don Inzoli, potente ciellino ed ex del Banco Alimentare, allontanato dal Papa stesso e condannato ad una “pena medicinale perpetua” (tradotto in soldoni per i non avvezzi al diritto canonico: mettiti da qualche parte, stai buono, non parlare, non farti vedere e non rompere le scatole). Dal palco poi non sono mancati interventi illuminanti tra i quali quelli del sociologo ultracattolico Massimo Introvigne (in Piemonte lo ricordiamo bene nell’elezione di Cota con Alleanza Cattolica): ha sostenuto ne suo intervento la necessità di “… creare consumatori e contributori per pagare le pensioni ai nostri anziani”, profondo pensiero che individua il valore intrinseco della famiglia come strumento per tenere in piedi l’economia finanziaria di questo paese. Perfettamente in linea con il livello culturale della manifestazione la partecipazione di Costanza Miriano, unica scrittrice al mondo che ha potuto cancellare anni di femminismo ed emancipazione solo con il titolo del suo libro: “Sposati e sii sottomessa”. Sulla linea ipermoderna del suo scritto anche il suo intervento dal palco dove ha sottolineato che “…Essendo donna, sapete, vado in ansia” ed anche che è ben felice di fare la madre ed incaricarsi in toto di tutte le responsabilità genitoriali poiché “mio marito non sente la notte, non è colpa sua se non si alza a prendere il bambino”.

-          la società che promuovono: che sembra esattamente la fotocopia mal fatta di un medioevo evidentemente non troppo distante e nel quale tutto ciò che è diverso automaticamente è contro. Insomma l’idea che quello che non condivido e non capisco, di per se sia una minaccia. L’esatto contrario di ciò che le associazioni LGBTQI promuovono da sempre, ovvero l’inclusione e la diversità come ricchezza.

Capire la differenza tra le due posizione contrapposte sabato a Milano non dovrebbe essere difficile: da una parte qualcuno esclude, impone una posizione e difende quella che ritiene erroneamente una “verità assoluta”; dall’altra qualcuno lotta perché i diritti siano di tutti, perché cadano i recinti e ci sia parità di trattamento tra tutti i cittadini. Non è difficile, anche il più arcicattolico estremista della terra se ci riflette un attimo comprende come lottare contro l’omofobia e per uguali diritti per tutti non significhi privare la santa famiglia cattolica romana di niente, assolutamente di niente.

Quelle migliaia di persone, felici, che pensavano e festeggiavano in piazza sabato volevano solo sottolineare questa differenza, farla capire anche ai più recalcitranti, e la prova di forza che il potere cattofascita lombardo ha messo in piedi infischiandosene anche di chi difende l’EXPO 2015 come evento di tutti, diventa adesso semplicemente una dichiarazione di guerra alla quale non si può non rispondere. Una guerra in cui l’arma vincente è l’intelligenza, il sarcasmo e la solidarietà, una guerra nella quale non c’è spazio per la neutralità. Adesso questo paese deve scegliere una strada: sta ai politici, al mondo dello spettacolo, a quello della cultura, ed a tutta la società civile scoprire le carte. Chi non si schiera ha scelto già: l’oscurantismo reazionario di matrice cattolica, il fascismo culturale ed il medio evo.

E tu che leggi queste righe cosa fai? Continui a nasconderti dietro un video o cominci a lavorare per vincere questa guerra un volta per tutte?

gen
08

La bontà delle teorie riparative

Negli ultimi tempi spesso si sente parlare di teorie riparative. Queste teorie sono oggetto di studi e di dibattiti molto aspri nella comunità scientifica, in quella religiosa ed in quella dell’associazionismo omosessuale. Lo scontro verte principalmente sulla possibilità di incidere pesantemente su alcuni aspetti della natura umana. In questi dibattiti lo scontro avviene spesso in termini di analisi concreta dell’effettiva possibilità di cambiare aspetti che alcuni ritengono fondamentali del proprio “essere”. Proprio in vista del contestato seminario di Milano del prossimo 17 febbraio 2015 sulla “Famiglia tradizionale” riteniamo opportuno una breve riflessione.

Spesso queste teorie sono criticate perché basate su esperienze e fondamenti non scientificamente provati, ed in alcuni casi decisamente contrari all’etica. La critica assoluta sulle terapie riparative spesso è intransigente, se non a volte addirittura “talebana”: è necessario chiedersi se una l’applicazione di una teoria riparativa può risolvere alla radice il problema. Come Quore noi siamo di questa posizione e pensiamo davvero che le teorie riparative del razzismo su base omofobica possano trovare un’applicazione pratica, e ottenere risultati in grado di migliorare la vita di tutti gli omofobi che soffrono della loro condizione. Principale caratteristica di queste teorie è il sarcasmo, che applichiamo anche in questo breve articolo, come metodo continuo di lotta contro ogni forma di integralismo.

Questi i nomi dei simpatici omofobi e a presto anche le loro facce.

 

gen
07

Un benvenuto ad una nuova Famiglia!

Siamo felicissimi per la notizia e per le due Mamme che oggi hanno finalmente visto riconosciuto il diritto di essere tali per il loro pargoletto concepito in Spagna.

Pubblichiamo integralmente la nota del Coordinamento Torino Pride nella quale ci riconosciamo integralmente.

La notizia è di quelle che fanno la Storia. Torino e la sua Corte d’Appello si pongono nuovamente all’avanguardia su una questione di eccezionale importanza: per la prima volta in questo Paese a un neonato sono riconosciute due mamme. Siamo felicissimi per le due mamme e crediamo che la Corte d’Appello, con presidente Silvia Daniela, relatrice Daniela Giannone e giudice Federica Lanza, abbia finalmente fissato un punto fondamentale: “l’atto di nascita del fanciullo può essere trascritto in Italia poiché, nel caso in questione, non si tratta di introdurre ex novo una situazione giuridica inesistente ma di garantire la copertura giuridica ad una situazione di fatto in essere da diverso tempo, nell’esclusivo interesse di un bambino che è stato cresciuto da due donne che la legge riconosce entrambe come madri.” Siamo fiduciosi che la Giunta di Torino, e il Sindaco Fassino, che più di una volta ci hanno dimostrato vicinanza, non vogliano in alcun modo ricorrere contro la sentenza e che la nota stampa pubblicata oggi dalla Città di Torino dove si legge: “In margine alla richiesta di trascrizione da parte dei Servizi Anagrafici dell’atto di nascita di un bambino concepito in Spagna con la fecondazione eterologa, si precisa che il Comune ha interpellato la Prefettura ai fini di un chiarimento da parte dell’Organo di Governo. Questa richiesta è prassi nei casi in cui è necessario approfondire l’interpretazione delle norme, essendo gli Enti Locali delegati semplicemente a eseguire e applicare le norme di Stato Civile” siano solo una formalità e un eccesso di zelo.Che si trascriva e si rispettino, come sempre, le sentenze.Restiamo ancora in attesa che questo Governo mantenga le promesse e proceda speditamente nell’approvazione delle Unioni Civili alla tedesca o che si attivi velocemente per la parificazione del diritto matrimoniale tra coppie eterosessuali e omosessuali.

Alessandro Battaglia

Coordinamento Torino Pride

dic
17

Buon Natale…

Caro Babbo Natale,

anche quest’anno ti scriviamo la nostra letterina. Un anno in cui siamo stati davvero buoni. Per tanti diversi motivi che proviamo ad elencarti, in maniera tale che tu possa valutare finalmente se farci o no i regali che aspettiamo da tanto tempo.

Tanto per cominciare anche nel 2014 abbiamo sfilato per le vie di Torino festeggiando il nostro orgoglio portando un po’ di gioia in questa città. Una bella sfilata colorata, con gente allegra che balla e canta proprio con l’idea di rendere felici anche quelli che ci stanno solo li a guardare. Insomma abbiamo colorato il mese di giugno con felicità e sorrisi per tutti. Non come quelle sfilate brutte brutte che fanno quelli vestiti di nero, con il braccino destro alzato, o quelle cose orrende dove degli ometti con gli stendardi di un verde orrendo gridano sbavando odio contro qualsiasi cosa diversa da loro. Insomma anche quest’anno abbiamo cercato di bilanciare tanto odio con un pochino di amore e di festa.

Poi abbiamo anche riempito la città e la prima cintura con dei bellissimi adesivi bicolore, che molti negozianti hanno accettato di esporre, inorgogliendoci anche un po’. Adesivi con un bel messaggio positivo, di quelli che ti fanno capire come queste città abbiano una bella tradizione di accoglienza e storicamente di lotta all’intolleranza. E pensa che non li abbiamo attaccati sulla bocca di nessun politico locale tanto reazionario da pensare ancora che istigare all’odio ed alla discriminazione sia sintomo di democrazia: quindi già solo perché abbiamo resistito già meriteremmo un bel plauso.

Abbiamo anche marciato per la prima volta a Torino per ricordare tutte le persone transessuali che hanno perso la vita o subito violenza a causa della loro identità. L’abbiamo fatto in tanti ricordando le vittime di una violenza assurda. L’abbiamo fatto al freddo felici di tenerci caldo con la nostra voglia di urlare “non accada mai più!”.

Soprattutto abbiamo lottato contro quella incontenibile voglia di rispondere all’odio con l’odio, dimostrando come l’ironia e talvolta il sarcasmo sono l’arma migliore contro quelle teste vuote che, restando ferme in piedi facendo spesso finta di leggere un libro, pensano di fare dimostrazioni pacifiche quando in realtà rappresentano il più becero dei sentimenti. Non ne abbiamo insultato neanche uno, li abbiamo semplicemente ignorati non dando cittadinanza ad un loro modo offensivo di considerare gli altri.

Insomma tutto sommato siamo stati proprio bravi.

E’ per questo che pensiamo davvero di meritarci almeno un regalo. Uno di quelli che puoi anche non portarci sotto l’albero, va bene anche una consegna più informale. E non parliamo di una legge che tuteli le nostre famiglie, e magari i nostri figli. Non speriamo tu sia così potente da mettere addirittura del sale in zucca ai nostri politici: a quello proveremo ancora a provvedere noi da soli con le nostre forze… sai abbiamo imparato da tempo a batterci contro gli stupidi. Non speriamo in nuove pallettes e nemmeno nella vittoria di un’altra transgender all’Eurofestival: siamo molto bravi ad organizzarci da soli con spettacoli e costumi. Piuttosto, potendo scegliere, vorremmo che per tutto il 2015 nessuna ragazza e nessun ragazzo subisse violenza per il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere. Per un anno intero vorremmo che nessuno fosse cacciato dalla propria famiglia, rifiutato dai propri amici, discriminato nel luogo di lavoro o a scuola. Ci piacerebbe che nessuno sentisse forte il richiamo del suicidio perché perseguitato dalle persone che dovrebbero amarlo e stargli vicino. Ci piacerebbe che ci aiutassi tu, perché per quanto noi siamo bravi e ci impegniamo non possiamo stare vicino a tutti, non possiamo proteggere tutti, ed ogni volta che qualcuno subisce violenza che sia fisica o morale, è come se la subissimo noi… e caro Babbo Natale, adesso cominciamo davvero ad essere stanchi di contarci i lividi. Ora vorremmo tanto che qualcuno ci aiutasse a far si che l’omofobia diventi passato e che non abbia più spazio nel nostro futuro.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo caro Babbo: che tu possa o no esaudire il nostro desiderio ti aspettiamo per festeggiare con noi il prossimo Pride: aspettiamo te e tutti quelli che condividono questo nostro desiderio.

Piero Pirotto e tutta l’Associazione Quore

 

dic
16

Se sei sposato in Europa, sei sposato anche in Italia!

viotti petizioneE’ questo il messaggio che il parlamentare Pd Daniele Viotti ha voluto lanciare oggi dal Parlamento europeo di Strasburgo. Nella giornata di martedì 16 dicembre ha ospitato alcune coppie gay e lesbiche di Milano della rete Love Out Law, i cui matrimoni contratti all’estero sono stati trascritti a Milano dal sindaco Giuliano Pisapia.

Nel corso di un evento destinato a parlamentari e giornalisti Andrea Tomasi ha presentato la petizione di Love Out Law che denuncia la campagna messa in atto contro la comunità LGBTI dal Governo italiano nella persona del ministro degli interni Angelino Alfano, il quale tramite una circolare nel mese di ottobre ha diramato un ordine ai prefetti per l’annullamento delle trascrizioni effettuate dai sindaci.

Daniele Viotti, che da tempo tiene alta l’attenzione su questo tema, ha elencato i quattro impegni che ha deciso di intraprendere: “Mi impegno a seguire tutta la questione politica dei matrimoni egualitari e tutti i progressi che verranno fatti dal Parlamento europeo; a spingere, nelle sedi appropriate, il Pd a disegnare un orizzonte chiaro sul tema dei diritti civili; a dare il via a una grande campagna di sensibilizzazione sul tema delle trascrizioni e dei matrimoni gay; a portare l’intergruppo LGBTI del Parlamento europeo, di cui sono copresidente, in Italia per verificare la situazione e ascoltare le testimonianze”.

Il Parlamentare europeo Viotti presenterà domani un’interrogazione alla Commissione europea per capire quali misure prenderà per assicurare il pieno rispetto dei diritti dei cittadini dell’UE e delle loro famiglie a muoversi e risiedere liberamente nel territorio europeo. L’interrogazione è al momento stata firmata da una grande parte della delegazione italiana del Partito democratico (l’elenco è in costante aggiornamento) e da esponenti europei del gruppo S&D come l’inglese Claire Moody, già membro del gabinetto di Gordon Brown, e la francese Isabelle Thomas.

Viotti ha, inoltre, lanciato un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi perché affronti il problema della legge e perché prenda un impegno preciso nei confronti della comunità LGBTI.

A Strasburgo era presente anche l’avvocato Giacomo Cardaci della Rete Lenford che ha precisato che “la circolare di Alfano è doppiamente illegittima: da una parte c’è un vizio procedurale perché ordina ai prefetti di fare una cosa che non rientra nelle loro competenze (i registri di Stato possono essere modificati solo attraverso un decreto del giudice), dall’altra una questione di merito perché il Ministro dichiara, in contrasto a quanto previsto da una sentenza della Cassazione, che i matrimoni omosessuali sono contrari all’ordine pubblico, equiparando coppie che si amano a fenomeni come mafia e terrorismo”.

nov
17

Programma TDoR 2014

T-DOR 2014 ! Sabato 22 Novembre ore 16:30 da piazza Vittorio….per i diritti di tutti!!!

(Il Transgender Day of Remembrance o TDoR è una ricorrenza della comunità LGBT per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender (transfobia). L’evento, che si celebra il 20 novembre, venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.)

Sabato 22 novembre 2014 ore 16.30 Piazza Vittorio Veneto

Corteo da Piazza Vittorio Veneto a Piazza Castello

Durante il corteo suoneranno i gruppi Blou Daville & Brass Volé,
in Piazza Castello la commemorazione sarà accompagnata dalla voce della soprano
Fe Dzidzofe Avouglan

_________________________

Sabato 22 novembre ore 15.00 presso sede ARCI Torino via Verdi 34

Nel contesto del Torino Film Festival Off proiezione di Felliniana
di Simone Cangelosi e Luki Massa (Italia 2010, 28 min.)

Intervengono Simone Cangelosi e Porpora Marcasciano

Domenica 23 Novembre ore 14.00 Sala conferenze Museo della Resistenza

(Corso Valdocco, 4/A – ingresso gratuito)

Convegno

Le prospettive di riforma della legge n. 164/1982 sul cambiamento di sesso

SALUTI DI APERTURA

Alessandro Battaglia, coordinatore Torino Pride GLBT

Ilda Curti, assessora alle Pari opportunità della Città di Torino (segreteria nazionale della Rete RE.A.DY.)

Monica Cerutti, assessora alle Pari opportunità e ai Diritti della Regione Piemonte

PARTE PRIMA: PERCHÉ È NECESSARIA UNA RIFORMA DELLA LEGGE N. 164/1982?

ore 14.15-15.15

Tito Flagella, avvocato del foro di Roma

Le autorizzazioni di rettificazione anagrafica del sesso senza intervento chirurgico a legge vigente

Paolo Valerio, presidente ONIG – Osservatorio nazionale sull’identità di genere

Depatologizzazione e riforma della legge n. 164/1982

Mia Caielli, ricercatrice di Diritto pubblico comparato, Università di Torino

La sentenza n. 170/2014 della Corte costituzionale e la parziale illegittimità costituzionale della legge n. 164/1982

Anna Lorenzetti, docente a contratto di Analisi di genere e Diritto antidiscriminatorio, Università di Bergamo

Criticità della legge n. 164/1982 e punti d’innovazione delle proposte di riforma

PARTE SECONDA: QUALI PROSPETTIVE DI RIFORMA?

ore 15.15-16.15

Sergio Lo Giudice, senatore (Partito democratico)

Il disegno di legge n. S. 405 (“Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”)

Alberto Airola, senatore (Movimento 5 Stelle)

Il disegno di legge n. S. 392 (“Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”)

Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani

I diritti delle persone trans e intersessuali come diritti umani

PARTE TERZA: TAVOLA ROTONDA

ore 16.30-18.00

 

I/le attivisti/e delle associazioni trans e intersessuali si confronteranno con le relatrici e i relatori e i/le rappresentanti istituzionali presenti.


 

 

set
29

Adinolfi e i Giovani Democratici. Annullato!

Il prossimo 8 ottobre a Ciriè alle ore 21:00 il circolo PD Cirié-San Carlo insieme al circolo GD-Valli di Lanzo hanno organizzato un incontro dal titolo: Il coraggio di una scelta.
Scegliere se essere d’accordo o meno sui diritti civili, sulle adozioni gay, sulla fecondazione eterologa passando per l’eutanasia. Molti, o meglio un pout pourri di argomenti.
Unico invitato all’incontro sarà Mario Adinolfi, co-fondatore del Partito Democratico e autore del libro “Voglio la mamma”. Un esperto di diritti civili, di fecondazione assistita e di diritto di famiglia.
L’ultima dichiarazione di Mario Adinolfi sul tema dei diritti LGBT è legata alla gestione dei corsi di formazione contro l’omofobia nelle scuole. La comunità omosessuale rivendica, a pieno titolo, la gestione dei corsi, criticando la decisione del MIUR di gestire i corsi stessi.
A tal proposito Adinolfi ha dichiarato che:
“La scelta del Governo non solo è ovvia, ma obbligata: non si può delegare a soggetti che hanno una visione almeno contestabile del rapporto familiare e di ciò che può essere definito omofobia, l’interlocuzione privilegiata con i minori”.
Le posizioni di Mario Adinolfi sul tema dei diritti civili sono, pertanto, molto chiare. Contrario al matrimonio egualitario, alle coppie gay, alle adozioni gay e anche all’eterologa.
“Siamo profondamente delusi e indignati che il circolo del Partito Democratico di Ciriè e dei Giovani Democratici abbia invitato proprio Mario Adinolfi ad intervenire su di un tema, come quello dei diritti civili, tanto importante, senza invitare all’incontro nessun esponente della comunità LGBT, della comunità scientifica o qualche esperto di diritto di famiglia” dichiara Alessandro Battaglia, Presidente dell’Associazione Quore, aggiungendo che “La scelta è per noi già abbastanza chiara e netta iniziando dalla volontà di escluderci dal dialogo e da un confronto con lo stesso Adinolfi”.
La giunta comunale della città di Ciriè ha aderito con grande entusiasmo al Progetto “Friendly Piemonte. Omofobia No Grazie” promosso dall’Associazione Quore e indirizzato ad operatori turistici ed esercenti, per diffondere la cultura del rispetto delle differenze, contrastare l’omofobia e per rendere il territorio più accogliente e attrattivo da un punto di vista turistico.
Che sia proprio Ciriè la cornice di questo incontro e che entrambi i circoli organizzatori promotori dell’incontro si siano dimenticati di recapitare l’invito alle associazioni LGBT pare alquanto bizzarro.

La comunità LGBT, molto presente sul territorio torinese, non esiterà comunque a presenziare all’incontro del prossimo 8 ottobre per porre quesiti o forse per dare delle risposte.

L’incipit ha già svelato la scelta.

Di quale coraggio stiamo parlando?

Alessandro Battaglia
Presidente Associazione Quore

set
01

Date una Famiglia a Fratelli d’Italia!

Al post orribile che si è diffuso viralmente ieri, quello di Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia, che utilizzava una pessima foto di Toscani per chiedere di ( continuare a) non permettere le adozioni alle coppie gay, il nostro Mattia Surroz risponde con quello che sa fare.

Post precedenti «