mag
13

Torino Pride 2015 – Orgoglio e Pregiudizi

Il 27 giugno sarà il giorno del Torino Pride 2015. Il titolo è Orgoglio e Pregiudizi.

NOI CI SAREMO!

Alleghiamo il documento politico.

mag
07

I ricordi di nessuno

Tornano i Sottotitolati di Quore. Questo non ha bisogno di commenti.

 

mar
03

Quando il Califfato raderà al suolo il Colosseo.

Ho a lungo riflettuto sulla questione dell’Isis e sul portato culturale e sociale che rappresenterebbe e sono giunto ad una conclusione davvero entusiasmante.

Il califfato ha come priorità la conquista di territori e comunità che ritiene in qualche modo propri e frutto delle indicazioni del Profeta. In questa conquista le vittime predestinate sono i soggetti deboli delle società: le donne e le minoranze. Le donne per un’atavica questione culturale di sottomisione chiaramente descritta anche da alcuni testi dell’Antico Testamento e di conseguenza anche dai libri che compongono il Corano. Le minoranze, compresa quella delle persone omosessuali, perchè disturbano la linearità e la coerenza di un pensiero, giustificato sempre dagli stessi scritti, che vede il maschio al centro del potere politico, culturale ed intellettuale.

Inutile qualsiasi considerazione sulla storia e sul perché, più di duemila anni fa quelle parole furono scritte, ma importante è cercare di capire come, ancora oggi, molte persone, che compongono il genere umano, ritengano quelle parole attuali.

Le “società occidentali” sbagliano a pensare che i componenti del califfato siano tutti privi di cultura ed educazione. Loro sono cresciuti nelle nostre capitali e hanno studiato il marketing e la pubblicità. Queste persone sono frutto di un innato istinto di sopravvivenza unito ad una forte sete di potere che, con ogni probabilità da ultimi e discriminati, hanno liberato senza freni nei luoghi dove i veri problemi sono il cibo e l’acqua. In questo contesto è facile che pochi avrebbero da ridire se un manipolo di fanatici integralisti decidesse di demolire il contenuto di un museo, come quello di Ninive, o fare esplodere due enormi statue di Buddha. Domani pochi potranno indignarsi se le ruspe del califfato spianassero le Piramidi, il Tempio di Abu Simbel, il museo del Bardo a Tunisi o le Mura di Fez in Marocco.

Ora, senza fare finta di nulla, dobbiamo considerare che la sistematica demolizione del nostro passato è solo un tassello del piano strategico di marketing del califfato. Si tagliano teste, si bruciano vivi gli ostaggi, si lapidano donne e si gettano da torri gli omosessuali.

Gli integralismi in ogni loro forma restano sempre integralismi e non si può non considerare che il califfato sia in ottima compagnia anche in occidente. Il potere, la perdita dello stesso e il tentativo disperato della sua riconquista, è lo scopo, l’obiettivo e il fine. Alcuni integralismi sono meno eclatanti ma tutti passano necessariamente dalla menzogna e dall’annientamento di ciò che pochi hanno veramente voglia di difendere come “le minoranze”. Disabili, zingari, omosessuali, lesbiche, transessuali, persone con il colore della pelle diverso dalla maggioranza passando poi per le donne e gli anziani sono le vittime sacrificali degli integralismi politici e religiosi.

La Storia, nella sua ciclicità, si ripete e anche in Italia, da oramai troppo tempo, questi integralismi sono presenti e tentano, cavalcando una crisi di valori ed economica, di incidere negativamente sulla vita proprio dei soggetti indicati sopra.

Gli esempi al momento più eclatanti sono quelli degli zingari e degli omosessuali. Vi ricorda qualcosa? Vi sembra possa mancare qualche categoria?

Gli zingari in Italia dovrebbero essere circa 180.000, di cui più o meno la metà sono cittadini italiani. Vi pare possibile che 180.000 persone possano avere un impatto così grande sulla sensazione di sicurezza e serenità di circa 60 milioni di persone che vivono in Italia? Cercando di essere seri e senza far finta che qualche problema esista, la risposta non può che essere NO.

Le persone omosessuali vengono stimate in una percentuale variabile compresa tra il 5 e il 10% della popolazione. Quindi facendo una media, in Italia potrebbero esserci circa 4,5 milioni di gay, lesbiche e transessuali che sono cittadini italiani. Vi pare possibile che il riconoscimento di queste persone e l’allargamento dei diritti, richiesti a gran voce dalla comunità LGBT, possano minare una società occidentale, laica e inserita in un continente che ha chiaramente dato una linea di cultura e civiltà volta all’uguaglianza e alla parità? La risposta non può che essere NO.

E’ comunque evidente, che un gruppo di integralisti relisiosi e politici non vogliano questa parità e continuino ad insinuare la paura e la diffidenza, attraverso palesi menzogne, nelle menti dei meno informati o semplicemente di quelli che hanno altre priorità nella loro vita e che non hanno gli strumenti o il tempo di informarsi.

L’ultima “meravigliosa” invenzione è l’inesistente “teoria del gender”. Nessun omosessuale o lesbica sa esattamente cosa sia, ma questi integralisti l’hanno chiaramente adottata come totem da demolire. Ma si può demolire qualcosa che non esiste? Ovviamente NO, infatti è un pretesto per aggredire le persone omosessuali.

Una delle associazioni che combattono la fantomatica teoria del gender, soprattutto nelle scuole, si chiama pro-vita. Quindi le associazioni LGBT dovrebbero, per converso, essere “contra vita”? FATEVI FURBI.

Mi rendo conto che quasi tutti i concetti espressi nelle righe precedenti meriterebbero un serio approfondimento ma il concetto conclusivo vorrebbe e potrebbe essere sintetizzato in un paradosso.

Domani il califfato invaderà il nostro Paese e dopo aver demolito e spianato il Colosseo, la Valle dei Templi, il Ponte di Rialto insieme alla Basilica di San Marco, il David, la Reggia di Caserta, il Duomo di Milano lascerà in piedi sicuramente la Torrre di Pisa e la Mole Antonelliana. Sapete perchè? Saranno i luoghi predestinati per cominciare a lanciare di sotto prima gli omosessuali, poi gli zingari, poi ancora i disabili e in ultimo anche quelli che oggi io definisco integralisti. Sì, proprio voi, che portatori di una fede diversa da quelli del califfato sarete perseguitati e uccisi nei modi più barbari che le cronache medioevali ricordino.

Fatto questo chiederei a tutti e tutte di riflettere sulla condizione in cui le “minoranze” vivono in questo Paese e di pensare a quanto il califfato sia già dentro i nostri pensieri e le nostre azioni. Gli integralisti italiani stanno inevitabilmente aiutando quei MOSTRI a spingere giù dalla Torre di Pisa un sacco di persone. Loro compresi e qualcuna delle quali potrebbe tranquillamente essere il vicino di casa o la collega di lavoro.

Smettetela con queste bugie e questo odio. Non vi farà guadagnare alcun posto in Paradiso e certamente non migliorerà le vostre vite. Peggiorerà semplicemente quelle di altri che, come ricorda un tizio vissuto due mila anni fa, sono il PROSSIMO.

Alessandro Battaglia

P.S.  Come meno vi riporto le considerazioni che un ometto che si credeva invincibile ha pronunciato un po’ di anni fa: <Se ammetto che ci sono uno o due milioni di omosessuali, questo significa che un 7 o 8% degli uomini sono omosessuali. E se la situazione non cambia, significa che il nostro popolo sarà infettato da questa malattia contagiosa. A lungo termine, nessun popolo potrebbe resistere a questo disordine di vita ed equilibrio sessuale… un popolo di razza nobile che ha pochissimi bambini, ha in mano un biglietto per l’aldilà: in cinquanta o cento anni non avrà nessuna rilevanza ed entro duecento o cinquecento anni sarà estinto.

L’omosessualità rende vano qualsiasi risultato, distrugge tutto il sistema basato sul rendimento. E a questo si aggiunge il fatto che un omosessuale è un uomo completamente malato sul piano psichico. E’ debole e si dimostra codardo in tutte le situazioni importanti.

Noi dobbiamo capire che se questo vizio continua a crescere in Germania senza che lo contrastiamo, sarà la fine della Germania e la fine del mondo ariano”.

“Bisogna eliminare questa peste con la morte”.

Adolf Hitler>

 

feb
27

UNIONI CIVILI. UN TRAGUARDO PER LE COPPIE ETEROSESSUALI, UN PRIMO PASSO PER QUELLE OMOSESSUALI

Sabato mattina non si può mancare.

feb
10

LO STESSO AMORE GLI STESSI DIRITTI

Per la comunità LGBTQI il 2015 è una data importante,quella in cui ha tracciato una linea comune, un fil rouge che conduce al matrimonio egualitario.
Per questo motivo tutte le associazioni, nazionali e locali, hanno deciso di condividere e promuovere la campagna ExpoYourLove che è stata lanciata alla manifestazione di Milano di un paio di settimane fa.
Il simbolo della campagna è il cuore rosso con all’interno un = bianco che molte e molti di noi ormai hanno imparato riconoscere.
Il 14 febbraio in contemporanea in 26 città e cittadine italiane (il numero è in continuo aumento), molte migliaia di persone scenderanno in piazza in modo ordinato e silenzioso esponendo contemporaneamente un cartello con impresso il simbolo della campagna. Un gesto di forte impatto visivo e mediatico; una grossa macchia di colore che “invaderà” l’Italia per simboleggiare in modo chiaro e sicuramente molto visibile quanto la maggioranza della popolazione italiana voglia poter vivere in una nazione che riconosca uguali diritti a tutte e tutti a prescindere dall’identità e dall’orientamento.
L’appuntamento sarà per sabato 14 febbraio, alle ore 15, in Piazza Palazzo di Città.


DOVREMO ESSERE TANTISSIME/I!

 

gen
19

Dei “pirla” in guerra.

Week end intenso. Come lo sono tutti i periodi in cui si dichiara una guerra. Una guerra nella quale le persone di buon senso sono attaccate ancora una volta da chi vive di becero integralismo. Perché di questo si tratta e di null’altro. Non ci sono ragioni di stato, non ci sono interessi sociali, se non quelli di calcolo politico e di giochi di potere. La splendida conferenza “Difendere la famiglia per difendere la comunità” di sabato scorso poteva passare totalmente inosservata come qualsiasi conferenza di parte, ma due cose lo impedivano prima del suo svolgimento: il patrocinio della Regione Lombardia, l’utilizzo del logo EXPO 2015. Molte cose l’hanno invece resa una vera dichiarazione di guerra nei confronti di tutti coloro che pensano che i diritti siano un bene comune e non una decisione di parte. Ecco un breve elenco che ci porta a questa considerazione:

-          i toni pacati usati: mentre si svolgeva una conferenza fuori a poche centinaia di metri in migliaia manifestavano il dissenso verso un’iniziativa che coinvolgeva anche associazioni che promuovono le famose “terapie riparative” (per capirci quelle che dicono che se preghi tanto e vedi un po’ di film porno eterosessuali mentre ti danno delle scosse elettriche cambi orientamento sessuale in un batter di ciglia). Il Presidente della Regione Lombardia pensava bene di definire quelle persone “4 pirla”… un’eleganza sconvolgente in grado di rendere ancora più convinta una folla che ha sfidato freddo ed uno spiegamento di forze di polizia che neanche una partita allo stadio ha mai visto.

-          l’eleganza nel gestire il contraddittorio: dimostrata ampiamente quando un giovane 22enne prova a fare dal palco una domanda, volutamente provocatoria, ma strutturata apposta per mettere in evidenza le contraddizioni delle teorie espresse dal palco. E’ stato gentilmente allontanato con la forza dopo una serie di epiteti di un’eleganza eccezionale tra i quali merita una nota particolare il “culattone” urlato da parte di un ex ministro della Repubblica dalla platea. Insomma uno stile “very english” nell’affrontare il dissenso che merita una citazione negli annali.

-          i partecipanti: da sottolineare la presenza di un bel prete condannato per abusi sui minori, tal don Inzoli, potente ciellino ed ex del Banco Alimentare, allontanato dal Papa stesso e condannato ad una “pena medicinale perpetua” (tradotto in soldoni per i non avvezzi al diritto canonico: mettiti da qualche parte, stai buono, non parlare, non farti vedere e non rompere le scatole). Dal palco poi non sono mancati interventi illuminanti tra i quali quelli del sociologo ultracattolico Massimo Introvigne (in Piemonte lo ricordiamo bene nell’elezione di Cota con Alleanza Cattolica): ha sostenuto ne suo intervento la necessità di “… creare consumatori e contributori per pagare le pensioni ai nostri anziani”, profondo pensiero che individua il valore intrinseco della famiglia come strumento per tenere in piedi l’economia finanziaria di questo paese. Perfettamente in linea con il livello culturale della manifestazione la partecipazione di Costanza Miriano, unica scrittrice al mondo che ha potuto cancellare anni di femminismo ed emancipazione solo con il titolo del suo libro: “Sposati e sii sottomessa”. Sulla linea ipermoderna del suo scritto anche il suo intervento dal palco dove ha sottolineato che “…Essendo donna, sapete, vado in ansia” ed anche che è ben felice di fare la madre ed incaricarsi in toto di tutte le responsabilità genitoriali poiché “mio marito non sente la notte, non è colpa sua se non si alza a prendere il bambino”.

-          la società che promuovono: che sembra esattamente la fotocopia mal fatta di un medioevo evidentemente non troppo distante e nel quale tutto ciò che è diverso automaticamente è contro. Insomma l’idea che quello che non condivido e non capisco, di per se sia una minaccia. L’esatto contrario di ciò che le associazioni LGBTQI promuovono da sempre, ovvero l’inclusione e la diversità come ricchezza.

Capire la differenza tra le due posizione contrapposte sabato a Milano non dovrebbe essere difficile: da una parte qualcuno esclude, impone una posizione e difende quella che ritiene erroneamente una “verità assoluta”; dall’altra qualcuno lotta perché i diritti siano di tutti, perché cadano i recinti e ci sia parità di trattamento tra tutti i cittadini. Non è difficile, anche il più arcicattolico estremista della terra se ci riflette un attimo comprende come lottare contro l’omofobia e per uguali diritti per tutti non significhi privare la santa famiglia cattolica romana di niente, assolutamente di niente.

Quelle migliaia di persone, felici, che pensavano e festeggiavano in piazza sabato volevano solo sottolineare questa differenza, farla capire anche ai più recalcitranti, e la prova di forza che il potere cattofascita lombardo ha messo in piedi infischiandosene anche di chi difende l’EXPO 2015 come evento di tutti, diventa adesso semplicemente una dichiarazione di guerra alla quale non si può non rispondere. Una guerra in cui l’arma vincente è l’intelligenza, il sarcasmo e la solidarietà, una guerra nella quale non c’è spazio per la neutralità. Adesso questo paese deve scegliere una strada: sta ai politici, al mondo dello spettacolo, a quello della cultura, ed a tutta la società civile scoprire le carte. Chi non si schiera ha scelto già: l’oscurantismo reazionario di matrice cattolica, il fascismo culturale ed il medio evo.

E tu che leggi queste righe cosa fai? Continui a nasconderti dietro un video o cominci a lavorare per vincere questa guerra un volta per tutte?

gen
08

La bontà delle teorie riparative

Negli ultimi tempi spesso si sente parlare di teorie riparative. Queste teorie sono oggetto di studi e di dibattiti molto aspri nella comunità scientifica, in quella religiosa ed in quella dell’associazionismo omosessuale. Lo scontro verte principalmente sulla possibilità di incidere pesantemente su alcuni aspetti della natura umana. In questi dibattiti lo scontro avviene spesso in termini di analisi concreta dell’effettiva possibilità di cambiare aspetti che alcuni ritengono fondamentali del proprio “essere”. Proprio in vista del contestato seminario di Milano del prossimo 17 febbraio 2015 sulla “Famiglia tradizionale” riteniamo opportuno una breve riflessione.

Spesso queste teorie sono criticate perché basate su esperienze e fondamenti non scientificamente provati, ed in alcuni casi decisamente contrari all’etica. La critica assoluta sulle terapie riparative spesso è intransigente, se non a volte addirittura “talebana”: è necessario chiedersi se una l’applicazione di una teoria riparativa può risolvere alla radice il problema. Come Quore noi siamo di questa posizione e pensiamo davvero che le teorie riparative del razzismo su base omofobica possano trovare un’applicazione pratica, e ottenere risultati in grado di migliorare la vita di tutti gli omofobi che soffrono della loro condizione. Principale caratteristica di queste teorie è il sarcasmo, che applichiamo anche in questo breve articolo, come metodo continuo di lotta contro ogni forma di integralismo.

Questi i nomi dei simpatici omofobi e a presto anche le loro facce.

 

gen
07

Un benvenuto ad una nuova Famiglia!

Siamo felicissimi per la notizia e per le due Mamme che oggi hanno finalmente visto riconosciuto il diritto di essere tali per il loro pargoletto concepito in Spagna.

Pubblichiamo integralmente la nota del Coordinamento Torino Pride nella quale ci riconosciamo integralmente.

La notizia è di quelle che fanno la Storia. Torino e la sua Corte d’Appello si pongono nuovamente all’avanguardia su una questione di eccezionale importanza: per la prima volta in questo Paese a un neonato sono riconosciute due mamme. Siamo felicissimi per le due mamme e crediamo che la Corte d’Appello, con presidente Silvia Daniela, relatrice Daniela Giannone e giudice Federica Lanza, abbia finalmente fissato un punto fondamentale: “l’atto di nascita del fanciullo può essere trascritto in Italia poiché, nel caso in questione, non si tratta di introdurre ex novo una situazione giuridica inesistente ma di garantire la copertura giuridica ad una situazione di fatto in essere da diverso tempo, nell’esclusivo interesse di un bambino che è stato cresciuto da due donne che la legge riconosce entrambe come madri.” Siamo fiduciosi che la Giunta di Torino, e il Sindaco Fassino, che più di una volta ci hanno dimostrato vicinanza, non vogliano in alcun modo ricorrere contro la sentenza e che la nota stampa pubblicata oggi dalla Città di Torino dove si legge: “In margine alla richiesta di trascrizione da parte dei Servizi Anagrafici dell’atto di nascita di un bambino concepito in Spagna con la fecondazione eterologa, si precisa che il Comune ha interpellato la Prefettura ai fini di un chiarimento da parte dell’Organo di Governo. Questa richiesta è prassi nei casi in cui è necessario approfondire l’interpretazione delle norme, essendo gli Enti Locali delegati semplicemente a eseguire e applicare le norme di Stato Civile” siano solo una formalità e un eccesso di zelo.Che si trascriva e si rispettino, come sempre, le sentenze.Restiamo ancora in attesa che questo Governo mantenga le promesse e proceda speditamente nell’approvazione delle Unioni Civili alla tedesca o che si attivi velocemente per la parificazione del diritto matrimoniale tra coppie eterosessuali e omosessuali.

Alessandro Battaglia

Coordinamento Torino Pride

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