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GrindrPubblichiamo l’interessante risposta di Alessandro a Mattia e le conseguenti osservazioni dell’autore del primo articolo “Cerco Maschio per Maschio “Discreto”.

Penso che questo articolo sia scritto in modo egregio, e che i contenuti e la forma siano di alto livello. E non posso che essere d’accordo con (quasi) tutto ciò che è scritto.. Credo però che questa frase sia fuori luogo, e assolutamente decontestualizzata (in particolar modo per il fatto che giunga da un convinto attivista nell’ambito dei diritti che TUTTI noi chiediamo), soprattutto perchè mi pare che tutti noi siamo consapevoli delle ingiustizie e delle discriminazioni che gli omosessuali subiscono quotidianamente (e di cui tanto ci lamentiamo): ”ma dagli stronzi che si limitano a cercare sesso occasionale e poi tornano alle loro tristi vite di menzogne e omissioni” . Credo che ognuno abbia il diritto di fare ciò che vuole, con il proprio corpo e con la propria mente, fino a quando non va a ledere la libertà di un altro individuo. Nel caso specifico, ci possono essere mille motivi per cui una persona cerca solamente del sesso occasionale: e dev’essere considerato uno ‘stronzo’ a priori? dev’essere giudicato (i giudici, giudicano! e di PM qui non mi pare che ce ne siano…) per questo e considerato come la causa delle discriminazioni che ancora avvengono nel nostro paese? Vogliamo avere gli stessi diritti delle coppie eterosessuali quando, allo stesso momento, siamo i primi ad innalzarci giudici (senza titoli) e a puntare il dito contro altri omosessuali soltanto perchè.. non la pensano come noi, o hanno fatto altre scelte, o si ritrovano in alcune situazioni (che l’autore del testo non conosce, e già da questo trovo illogico esprimere un giudizio a riguardo) per cui non vogliono fare un coming out?! Come invitiamo un eterosessuale a non partecipare ad un matrimonio gay se non trova corretto che due uomini che si amano possano sposarsi, così mi sento di dire all’autore ‘non scrivere a chi cerca un ‘maschio discreto’ se non lo trovi corretto… ma non stare a catalogare i gay in categorie (privandoli, in automatico, di certi diritti) se non vuoi che gli eterosessuali facciano lo stesso con te..

Un abbraccio, Ale

Ciao Alessandro, mi fa piacere che tu abbia apprezzato il mio articolo. Ho scritto di pancia, tutto d’un fiato, e forse per questo certi passaggi, come quello che ti ha lasciato perplesso, meritano un approfondimento, hai trovato sicuramente il punto debole del mio scritto.

Mi rendo conto che Il mio insulto sembri non arrivare al destinatario a cui l’ho rivolto, ma che quella frase si possa interpretare, -come hai fatto tu- diversamente.
Quindi voglio chiarire bene a chi ho dato dello stronzo.
Sicuramente non a chi cerca o fa sesso occasionale, anzi. Solo l’idea che qualcuno possa aver pensato ad un facile moralismo mi terrorizza, e meno male che ho la possibilità di fugare il dubbio.
Ci sono , come dici tu, mille e mille motivi che portano a farlo, e qualunque essi siano non ci ho mai visto nulla di male. Sono certo sia capitato a molti, moltissimi, anche a me. Personalmente, piuttosto, sono più infastidito da chi il sesso lo demonizza, o lo vive con sensi di colpa e tabù.

Quando parlo di ritorno alla vita di menzogne e omissioni il discorso cambia.
io non considero stronzo il ragazzo che ancora non si è dichiarato, ma lo esorto a farlo, perchè so per esperienza che la sua vita migliorerà.
Io conosco quella paura, quella solitudine, e faccio sempre il tentativo, portando ad esempio la mia storia, di dargli coraggio.
Io considero stronzo il vile consapevole, quello schifato dalla sua vera natura, quindi omofobo.
Quello che mi dice che a lui sta bene così, che non vuole dichiararsi per non avere difficoltà nel lavoro, o per non far vacillare il suo status sociale, o chissà cos’altro. Quello che inganna una donna per una vita, privandola della possibilità di un amore vero e compiuto. Quello che in pubblico sputa sui gay Pride parlando di carnevalate folkloristiche e poche ore dopo ti rivela ti averti fissato il didietro per tutta la parata,( non partecipandovi, però).
Quello che mi risponde che non gli interessa sapere come vivremmo se nessuno si fosse dichiarato prima di noi.
Quello che ha una relazione in segreto e chiama in pubblico il suo fidanzato Sara, delegittimando non solo il suo amore, ma tutto quello che siamo.

Hai presente poi, quelli che si descrivono come insospettabili, super maschili e fuori dai giri?
Quelli che deridono i ragazzi effemminati, che però, pur non avendo gli stessi peli sullo stomaco hanno il coraggio di passeggaire per il paesino di provincia, conciati imitando le dive del pop che tanto gli piacciono, a testa alta. Mentre i primi dovranno abbassare lo sguardo, incrociandoli, per non ricordarsi di essere molto meno uomini di loro.

Questo per dirti che il coming out, per me, non ha a che fare con la privacy, ma con la civiltà.
Ho letto , non ricordo dove, che solo le cose brutte si nascondono. Per me è questa, la verità.
un concetto semplice, che mi ha insegnato a essere contento di quello che sono.
Mi piace pensare che il mondo sarebbe molto meno complicato se tutti imparassimo a farlo.
Noi i diritti li chiediamo per tutti.
Anche per chi non li vuole, anche per gli stronzi che spero di aver descritto meglio in questa risposta.

Mattia Surroz
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