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Censurato lo spot della Renault Twingo. Perchè manca UN uomo?

Rai e Mediaset hanno censurato uno spot della Renault Twingo. Perchè? Ecco a voi lo spot e poi una riflessione di QueenCristi.

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Uno spot ideato da 2 donne che vede 2 donne protagoniste e vuole vendere un’auto. Sono spregiudicate, libere. Scelgono, al pari di un uomo.

Mettono in scena un gioco seduttivo, ingannevole quanto basta, per spostare l’attenzione dal simbolo del potere A. (il sesso) al simbolo del potere B. (il potere per se stesso).

Rispetta le linee del Codice dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria: non è volgare o indecente, non lede la dignità della persona, non istiga alla violenza. Però sceglie di rappresentare una soggettività, quella lesbica, che esiste e che difficilmente appare al pubblico se non circoscritta dall’ambito pornografico o irrisa per non conformità al modello femminile precostituito. Qui non c’è traccia d’uomo. Ecco, forse, il motivo. Manca UN uomo, che legittimi, approvi, o almeno benefici dei favori delle 2. Se lo spot fosse declinato in versione etero lo troveremmo banale e ripetitivo. Mentre, nell’essere falsamente trasgressivo, risulta rivoluzionario poiché trascura tutto l’ambito maschile riconoscibile e comunemente accettato e lo accredita ad una donna. E’ una donna che ne seduce un’altra, inganna, abbandona, cerca altro potere altrove.

Ovvio che la censura si allarmi. Ne va del controllo. E’ ingestibile un sistema, in cui le donne scelgono un’autonomia sessuale o decidono di impugnare il potere (malgrado ancora blindate nel reiterare una modalità fallocentrata o anche solo  fallimentare). Si scardinano i principi sociali fondamentali basati sul sessismo. Si aprono spiragli sovversivi che lanciano sguardi verso una possibilità di pari dignità, di emancipazione umana, di rivoluzione. La pubblicità di prodotto e le leggi di mercato potrebbero addirittura spingersi a rimodellare gli immaginari, ancora condizionati e sottomessi ai cliché di genere.

Se solo la Fiat sapesse che la maggior parte dei Doblò non li hanno comprati gli artigiani…

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