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giu
23

Diario del Pride – Giorno -4

Privilegio

Le menti  vuote non conoscono il significato  delle parole. Leggere aiuta a comprendere, ma se leggi sempre lo stesso libro non è che puoi imparare cose nuove! La maggior parte dei simpatici “progressisti” che esprimono il loro “libero pensiero” contro la rivendicazione di diritti degli altri, vivono in una confusione mentale di altissimo livello, nella quale la parola “privilegio” sostituisce la parola “diritto”.

Il dizionario definisce privilegio “atto sovrano o legge che attribuisce a un soggetto o a una categoria di soggetti una posizione più favorevole di quella della generalità degli altri soggetti”. Che l’italiano sia una lingua complicata lo dicono quasi ovunque nel mondo, ma una volta strutturata bene la frase, come nel caso di questa definizione non diventa complesso comprendere che questa definizione più che assomigliare alle nostre rivendicazioni come movimento LGBTQ, si sposa perfettamente con la situazione delle coppie eterosessuali in questo paese.

Noi non chiediamo privilegi: noi chiediamo che non ci siano più privilegi… provate a rovesciare la questione per ciò che riguarda la richiesta di matrimonio  egualitario… non diventa divertente invertire le parti? Chi è contro le nostre rivendicazioni è un po’ come la nobiltà abbattuta dalla Rivoluzione Francese: vuole molto semplicemente mantenere un privilegio. Non per nulla una delle istituzioni più privilegiate nella storia degli ultimi mille anni appoggia pienamente le loro richieste: la chiesa cattolica, soprattutto in questo paese è esperta di privilegi!

Quando ascoltate i loro attacchi, la loro “disperata difesa della famiglia naturale”, ricordatelo sempre: loro stanno difendendo un privilegio, e noi sfiliamo con il nostro  orgoglio perché i privilegio nel XXI secolo non hanno più nessuna giustificazione!