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giu
26

Diario del Pride – Giorno -1

Presenza

Il Pride è un po’ come il diritto di voto. Un diritto dovere. Esserci rappresenta il modo per autoaffermarsi nella sua identità. Qualsiasi partecipante al Pride, qualsiasi sia la ragione che lo/la spinge ad essere per le strade di Torino domani esprime in qualche modo la sua voglia di partecipare ad un cambiamento. Il Pride non è solo una manifestazione di orgoglio, è la rappresentazione fisica, in un lungo serpente umano colorato, della voglia di esserci, della voglia di essere presenti a se stessi.

La presenza è importante, perché il corpo di ognuno di noi in quel giorno diventa ingranaggio di una lotta collettiva che nasce e si nutre dei nostri corpi. La presenza è terapeutica, perché l’energia e l’emozione che domani si sprigionerà a Torino è la stessa che ci da la forza di andare avanti nelle nostre rivendicazioni il giorno dopo ed il giorno dopo ancora. La presenza è l’essenza della rivendicazione: senza il corpo che marcia accanto ad altri corpi quel serpente perde spessore, perde forza e perde energia.

A chiunque di voi pensi che non esserci non cambi nulla nel valore di questa lotta per i diritti diciamo che non è così. Ognuno di noi, anche uno solo in più significa avere più teste, più cuori, più anima per riconoscere le differenze come un valore e non come un ostacolo.

Se sei in dubbio se scendere in piazza domani, decidi ora. Decidi di farlo soprattutto per te, perché sarai tu a beneficiarne per primo/a. Il Pride è qualcosa che ti smuove dentro dove i passi di ognuno di incrociano con quelli degli altri e dove la forza non si somma, ma si moltiplica.

La presenza è qualcosa di speciale, è appartenenza, è energia allo stato puro da condividere e raccogliere.

La presenza è un tuo diritto, ma chiunque tu sia, per qualsiasi ragione tu ti riconosca nei diritti delle persone LGBTQ, la presenza è soprattutto un dovere.

Ci vediamo domani, per ché quel domani sia davvero giusto e di tutti.